Anisakis: come rendere sicuro il pesce crudo agli animali

Giorgio Sechi Di Giorgio Sechi, Amministratore a Code Pazze
Anisakis prevenzione cane e gatto

L’anisakiasi è una malattia parassitaria causata da nematodi del genere Anisakis, contratta dall’uomo a seguito dell’assunzione di prodotti della pesca infestati. Consumati crudi, poco cotti o sottoposti a processi di conservazione non in grado di devitalizzarne le larve.

Tale zoonosi, inizialmente riscontrata nei paesi del Sud-Est Asiatico come conseguenza delle abitudini alimentari di consumare pesce crudo o impropriamente trattato, oggi si è diffusa in tutto il mondo. La prima segnalazione dell’infestazione di Anisakis nell’uomo risale al 1876 ad opera dello zoologo tedesco Rudolf Leuckart.

Che forma ha?

 

Gli Anisakis sono parassiti di grosse dimensioni, visibili ad occhio nudo, spesso raggomitolati su se stessi: questi nematodi, dalla cromia biancastra o rosata, misurano da 1 a 3 cm di lunghezza. Si tratta di parassiti pseudocelomati, dunque costituiti da un falso celoma, la cavità interposta tra canale alimentare e parete del corpo.

La parete del parassita è costituita da tre sezioni fondamentali:

  • Cuticola pluristratificata, formata da collagene; per insidiarsi nello stomaco dell’ospite, la cuticola è indispensabile al parassita. Questa, infatti, funge da scudo ai succhi gastrici acidi
  • Strato epidermico intermedio Strato muscolare longitudinale. Gli Anisakis sono organismi cosiddetti “proctodeati”, ovvero dotati di bocca per l’assunzione di cibo e di ano per l’emissione di feci.
  • Le forme larvali dei nematodi appartenenti al genere Anisakis sono visibili ad occhio nudo nei prodotti ittici ed hanno una lunghezza che varia tra 1 e 3 cm. La loro colorazione può variare dal bianco al giallastro, sono sottili e tendono a presentarsi arrotolati su se stessi.

Come si cura e si previene?

Congelamento pesce di mare

Per quanto riguarda la cura, questa può essere effettuata solamente da un medico veterinario in urgenza: generalmente bisogna intervenire chirurgicamente. Esistono prove a sostegno del fatto che, se il pesce non viene eviscerato subito dopo essere stato pescato, le larve si possono spostare dall’apparato digerente alla carne. L’efficacia del congelamento dipende sia dalla temperatura che dal suo protrarsi.

Le conclusioni del rapporto EFSA affermano che, a causa della complessità e della variazione nella distribuzione dei parassiti, tutto il pesce catturato in acque marine o acque dolci deve essere considerato a rischio di contenere parassiti e non dovrebbe essere consumato crudo o quasi crudo senza un congelamento.

Per i parassiti diversi dai trematodi il congelamento deve consistere in un abbassamento della temperatura in ogni parte della massa del prodotto fino ad almeno:

  • -15″C per almeno 96 ore, al cuore del prodotto ittico.
  •  -20″C, per almeno 24 ore; oppure
  •  -35″C, per almeno 15 ore

Per quanto riguarda i trattamenti con il calore sono considerati in grado di uccidere il parassita il raggiungimento di:

  • ≥60°C per almeno un minuto nel corso di cottura o affumicatura od il riscaldamento
  • ≥74°C per almeno 15 secondi per il trattamento con microonde di pesci da consumare crudi

Quali sono i sintomi?

Colpito da anisakis

  • Forma CRONICA: Le forme croniche sono caratterizzate dal fatto che una volta ingerite con l’alimento riescono a penetrare all’interno della mucosa del tratto gastroenterico, provocando la formazione di lesioni secondarie come ascessi e, più frequentemente, granulomi con infiltrato eosinofilo.
  • EXTRA-GASTOINTESTINALE o ECTOPICA: Nella forma ectopica la L3 ingerita con l’alimento riesce a penetrare nella mucosa gastrointestinale, come accade nella forma cronica, ma in questa particolare e rara manifestazione di anisakiasi la larva riesce, attraversando diversi organi e tessuti, a migrare anche in sedi lontane da quella dell’iniziale perforazione gastrointestinale.
  • Le forme ALLERGICHE In una certa percentuale, che si aggira intorno all’11% delle persone colpite da anisakiasi, ai sintomi sopra menzionati possono associarsi quelli della Sindrome Orticaria Angioedema (SOA), quali pomfi transitori e pruriginosi (orticaria) ed aree edematose che interessano il derma ed il tessuto sottocutaneo (angioedema). Questa particolare forma viene definita anisakiasi ªgastro-allergicaº

L’intestino del nostro cane o del nostro gatto si trova infatti all’interno di una cavità praticamente sterile, il peritoneo. Quando il verme buca la parete, il materiale intestinale tra cui i batteri normalmente presenti entrano nel peritoneo, moltiplicandosi senza incontrare praticamente alcuna difesa e causando fortissimi dolori addominali, nausea, vomito, distensione addominale, diarrea, sangue e muco nelle feci, febbre lieve.
I sintomi possono manifestarsi da un’ora a due settimane dopo l’ingestione di pesce.

Preziosi consigli

Barf - Casalinga mettiamo in sicurezza in nostro animale

Per tutti i proprietari di cani e gatti che svolgono un’alimentazione Barf o Casalinga ricordo che il pesce va dato secondo dei criteri corretti e non a piacere.

Ogni cane e gatto richiede una quantità necessaria di Omega 3 che dobbiamo calcolarla in base al suo fabbisogno metabolico un’eccesso o una dose minima creerebbe uno scompenso nutrizionale.

  • Peso metabolico del cane per 50mg di Omega 3 ad un massimo di 150mg; in questo modo si otterrà il calcolo esatto.

Con questo calcolo sarete sicuri di non eccedere neanche con la Tiaminase ” un enzima che distrugge la Vit.B1. La vitamina B1 ha, inoltre, un ruolo chiave di supporto alla funzionalità neuronale, a livello sia centrale sia periferico, dimostrandosi necessaria per la corretta trasmissione degli stimoli nervosi dal cervello e dal midollo spinale alle varie parti del corpo (e viceversa) e per numerose funzioni cerebrali.

Dunque a cosa serve la tiamina???

La tiamina è essenziale nel metabolismo energetico dei carboidrati e in una serie di attività non enzimatiche ma fondamentali per i tessuti neuronali.

 

Voi che procedura usate per rendere sicuro il pesce dall’Anisakis?

Comunicacelo qui sotto con un commento !

O semplicemente sui social entrando a far parte della nostra community !

 

Fonte:

Anisakidae: valutazione del rischio e indicazioni operative per i controlli ufficiali alla luce del quadro normativo
B. Griglio1 , S. Marro1 , V. Marotta1, A. Testa1, G. Sattanino1, T. Civera2, G. Fazio3, M. Negro4, M. Cravero4, B. Pairone4, C. Raschio5, M. Rossignoli6, C. Biglia7, L. Decastelli8 1Ce.I.R.S.A.-ASLTO5 Chieri (TO) 2 Dipartimento di Scienze Veterinarie – Università degli Studi di Torino 3Servizio Veterinario Igiene degli alimenti di origine animale, SS ispezione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura – ASL2
Savonese 4Servizio Veterinario Igiene degli alimenti di origine animale – ASLCN 5 Servizio Veterinario Igiene degli alimenti di origine animale – ASLAT 6 Servizio Veterinario Igiene degli alimenti di origine animale – ASLTO3 7 Servizio Veterinario Igiene degli alimenti di origine animale – ASLTO1 8Laboratorio controllo alimenti – Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

Un ringraziamento per il video al dott.Valerio Guiggi.

Editor © Giorgio Sechi

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Giorgio Sechi

Amministratore a Code Pazze
Il 24 Settembre 2017 ho deciso di fondare il gruppo Code Pazze su Facebook per condividere esperienze e informazioni con tutti i proprietari di animali cani, gatti, conigli, uccelli e tanti altri... Continua a leggere.

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